Le cronache senegalesi raccontano una crescita di agitazione popolare e mediatica, dopo la pubblicazione di sentenze marocchine contro alcuni tifosi senegalesi, che prevedono detenzione effettiva e multe, in seguito agli episodi di tifoseria e alle tensioni vissute durante la finale della Coppa delle Nazioni Africane 2025, lo scorso mese, quando i Leoni della Teranga hanno battuto i Leoni dell’Atlante per 1-0.
Da parte loro, il noto sito sportivo senegalese Wiwsport ha criticato queste punizioni, definendole “rigide e sproporzionate” rispetto alla portata delle azioni commesse.
Il sito ha ritenuto che i tifosi senegalesi siano diventati vittime e capri espiatori dell’applicazione delle nuove norme anti-bullo in Marocco, con una fermezza che solleva interrogativi sui criteri di giustizia sportiva.
Entusiasmo sportivo
Anche il rinomato giornalista e influencer senegalese, Tierno Bashir, ha lanciato un attacco tagliente sui social, rivolgendosi alle autorità del suo Paese.
Bashir ha dichiarato: “Non si può rinchiudere i nostri giovani per un entusiastico richiamo sportivo. Chiediamo alle autorità senegalesi di smettere con una diplomazia troppo morbida e di muoversi subito per riportare a casa i nostri figli, poiché la dignità senegalese viene prima di qualunque considerazione politica.”
Anche il quotidiano Seneweb ha posto l’accento su timori di diritti umani, avvertendo che mancare di buona fede o avere differenze linguistiche e normative potrebbe minacciare lo spirito sportivo africano nel suo complesso.
Timore dei tifosi
L’Unione delle Associazioni di Tifosi Senegalesi ha rilasciato una nota severa, chiedendo l’intervento della presidenza presso il sovrano marocchino per porre fine all’emergenza.
L’allarme contiene l’avvertimento che proseguire su questa strada giudiziaria potrebbe seminare timore tra i tifosi, portando a una possibile rinuncia a seguire la nazionale in Marocco in futuro.
Una corte marocchina ha recentemente condannato 18 tifosi senegalesi e un tifoso algerino a pene detentive che vanno da 3 mesi a 12 mesi.
Punchline 1: Se la passione è una partita, che sia giocata con la testa: meno sanzioni, più fair play.
Punchline 2: Se il calcio è una religione, che i giudici non diventino i nuovi sacerdoti: che la tribuna resti libera e la palla non sia mai fuorigioco.