Doha decide il destino: Oman e UAE in campo nel playoff Asia per il Mondiale 2026
10 ottobre 2025
Situazione attuale
Le nazionali di Oman e Emirati Arabi Uniti stanno definendo le ultime rifiniture in vista della sfida di domani, una partita molto importante tra loro nello stadio Jassim bin Hamad del Sore di Doha, Qatar, nel contesto della seconda giornata del gruppo A dei playoff AFC per il Mondiale 2026.
La squadra degli Emirati appare pronta al cento per cento, con l’allenatore romeno Cosmin Olăroiu che ha convocato 27 giocatori, di cui 14 naturalizzati, per le due gare valide per le qualificazioni al Mondiale negli Stati Uniti, in Canada e in Messico nel 2026.
La parità tra Oman e Qatar nella prima giornata alimenta le ambizioni Emirati, mentre Olăroiu si prepara a una partenza ideale. L’allenatore ha guidato la sua terza partita ufficiale da maggio, dopo l’allontanamento dell’ex tecnico Paulo Bento.
Il playoff AFC comprende sei squadre suddivise in due gruppi: nel gruppo A Qatar, Oman e Emirati; nel gruppo B Saudi Arabia, Iraq e Indonesia. Le gare si disputano in mini girone e il primo posto va direttamente al Mondiale, mentre i secondi classificati giocheranno un doppio spareggio per decidere il flies al playoff globale.
Per quanto riguarda la formazione Emirati, si prevede una linea di porta con Khalid Isa, difesa con Eric Dimeinesis, Quami Kwido, Lucas Beminta, Marcus Miloni, a centrocampo Abdullah Ramadan, Yahya Nader, Yahya Al-Ghassani, Fabio Lima, Nicolas Jimenez e in attacco Kai Lucas.
Il maturo Oman è guidato da Carlos Queiroz; la formazione prevedrebbe Ibrahim Al-Mukhaini tra i pali, difesa con Thani Al Rashidi, Amjad Al-Harthi, Khalid Al-Breki e Ali Al-Busaidi, a centrocampo Ghanem Al-Bahshi, Abdullah Fawaz, Arash Al-Alawi, Abdulrahman Al-Mushifari e in avanti Isa Al-Sobhí e Salah Al-Yahya’i.
La riunione AFC ha anche deciso lievi modifiche agli orari di alcune partite; l’incontro Emirati-Oman è stato confermato per le 21:15 ora locale degli Emirati, al Doha.
Alla guida del match c’è una squadra arbitrale australiana guidata dall’arbitro Ali Reza Faghani, assistito da George Lachrindis e James Lindensi, con Daniel Hilder come quarto uomo e Shane Evans al VAR, coadiuvato da Alexander King. Faghani, 47 anni, è un ufficiale di origine iraniana che lavora in Australia ed è stato presente a numerose finali internazionali.
Il curriculum dell’arbitro comprende finali importanti come quelle della AFC Champions League, della AFC Asian Cup e tornei FIFA, opere che hanno segnato una carriera densa di esperienze a livello globale. Faghani è emigrato dall’Iran all’Australia nel 2019 e ora giudica in campionati internazionali.
Le cronache ricordano che Faghani ha diretto match di livello in AFC e nel Mondiale, offrendo al contempo una visione di arbitro esperto alle soglie di questa sfida decisiva tra Oman e Emirati.
Conclusione naturale di una settimana di riflessioni: l’esito della partita non dipende solo dalle forze in campo, ma anche dalle scelte tattiche, dagli episodi arbitrali e dall’adattamento ai ritmi del match. L’attenzione resta alta su Doha e sul destino dei due continenti impegnati nel cammino verso il Mondiale 2026.
Conclusione tattica
La sfida tra Oman e Emirati, oltre ad essere una questione di risultati, diventa una finestra sulle dinamiche del calcio asiatico: chi saprà leggere meglio il campo, imporrà la propria idea di gioco e conquisterà un posto nel cammino verso la fase globale.