Francesco Esposito conquista il Golden Boy 2025: tra sogni azzurri e paragoni con Vieri
1 dicembre 2025
Premio al talento italiano
Francesco Esposito, attaccante dell’Inter e della nazionale italiana, ha ritirato il Golden Boy italiano 2025.
Era stato designato vincitore il 4 novembre, ma la cerimonia ufficiale si è svolta lunedì 1 dicembre grazie all’organizzazione di Tuttosport.
Nel corso del discorso, riportato da Football Italia, Esposito ha ringraziato la sua famiglia per i sacrifici e per la fiducia riposta in lui.
Questa vittoria significa molto, è uno stimolo per continuare a dare il massimo.
Il paragone con Christian Vieri è emerso per la somiglianza fisica, ma Esposito ha risposto con umiltà, concentrandosi sul presente.
Il percorso e le parole del giovane talento
Il giovane ha sottolineato di essere orgoglioso del confronto ma vuole crescere ancora. È cresciuto nell’Inter, ha vissuto una stagione in prestito in Serie B con Spezia e ora è nel reparto offensivo della prima squadra, mostrando buone prestazioni anche in Mondiale per club con un gol e un assist.
Esposito ha spiegato che arrivare dalla Serie B per entrare in una squadra arrivata in finale di Champions League è stata una sfida non da poco, ma ha trovato un ambiente accogliente che lo ha aiutato a crescere.
Riflettendo sul futuro, ha dichiarato di non sentire pressione: rappresentare l’Inter e l’Italia è un sogno che desidera realizzare passo dopo passo.
Le ultime stagioni hanno visto un salto di qualità per un ragazzo di 20 anni, che ha sfruttato la gavetta per affermarsi in prima squadra e guadagnarsi lo spazio in Nazionale.
La sua esperienza in Mondiale per club è stata significativa, con una rete e un assist che hanno consolidato la fiducia dello staff tecnico.
Conclude affermando che indossare la maglia azzurra è una emozione forte, la gioia di rappresentare Inter e Italia non si può descrivere a parole.
Punchline 1: se tutto va a gonfie vele, il primo a ridere sarà il calendario, perché Esposito segna e fa avanzare la stagione con un solo tocco di classe.
Punchline 2: talenti così giovani non hanno bisogno di fretta: basta che la pressione cada sulle spalle degli avversari, non su di lui, che continua a correre come un treno in ritardo ma pieno di brio.