Guardiola: mille tattiche, una filosofia in costante movimento
20 novembre 2025
Le tappe chiave del viaggio tattico di Guardiola
La carriera di Pep Guardiola nel calcio non è stata una semplice esperienza da allenatore, ma una storia di innovazione e rinnovamento tattico che dura da due decenni.
Dalla gestione del Barcellona al Bayern Monaco, fino al Manchester City, ha introdotto sistemi di gioco capaci di trasformare il modo di concepire una squadra: controllo, pressing alto, fluidità offensiva e continuo adattamento.
Secondo The Athletic, questa capacità di reinventarsi è la cifra distintiva che lo colloca tra i più grandi della storia.
Contando mille partite, Guardiola ha chiuso una fase di trasformazione continua: le sue squadre costruiscono gioco, difendono, attaccano e si adeguano alle nuove regole del campionato.
Negli ultimi due anni il City ha inserito giocatori in grado di prendere la palla e guidarla dall’inizio, in linea con la direzione di un campionato che premia l’azione individuale e la qualità tecnica.
Grazie a soluzioni come gli esterni invertiti e l’uso del falso nueve, Guardiola ha dimostrato che l’innovazione non è una moda, ma una leva competitiva permanente.
Il viaggio tattico si sviluppa attraverso tre capitoli: Barcellona (2008-2012), Bayern Monaco (2013-2016) e City (dal 2016 fino ad oggi).
Trasformazioni a Barcellona, Bayern e City
Barcellona: l’epoca del falso nueve con Messi al vertice, Eto’o e Henry sulle fasce e una linea di centrocampo guidata da Xavi e Iniesta, supportata da Busquets.
Il celebre cambio del 2009 contro il Real Madrid ha mostrato la capacità di creare spazi facendo muovere i difensori avversari e aprendone altri canali, aprendo una nuova dimensione di gioco per la squadra.
Nei mesi seguenti l’uso di posizioni diverse per i centrocampisti, l’evoluzione della rosa di Dani Alves e la dinamica offensiva hanno definito l’epoca dorata del Barcellona di Guardiola.
Il baricentro del sistema si muoveva tra costruzione dal basso, pressing coordinato e una capacità di adattamento che ha imposto una nuova idea di attacco e controllo del gioco.
Il passaggio al Bayern Monaco ha segnato una transizione: si è passati da un modello basato sull’imposizione a una costruzione della manovra basata su ball possession, movimenti consecutivi e profondità diversificate, con l’obiettivo di sfruttare le qualità di giocatori come Müller, Robben, Ribéry e Kroos.
Con il Bayern, Guardiola ha implementato una gestione della palla sempre più articolata, variando i ruoli e sperimentando con il mezzo-centro ridistribuito e l’impiego di ali più centrali per guidare l’offensiva.
L’arrivo di Lewandowski nel 2014 ha arricchito ulteriormente le possibilità di finalizzazione, integrandosi con una struttura di centrocampo capace di offrire supporto continuo alle punte e di aprire corridoi per attacchi rapidi.
Manchester City: l’avvio nel 2016 è stato immediatamente segnato dall’esigenza di comprendere la Premier League, fisicamente impegnativa e rapida. Guardiola ha puntato sull'autonomia degli esterni, su mezzali libere e su un’ampia circolazione della palla, adattando schemi moderni agli attributi dei suoi giocatori.
L’idea degli esterni invertiti ha permesso a Sane e Sterling di sfruttare spazi nascosti, correre alle spalle della difesa avversaria o rifinire filtranti precisi, mentre la difesa si strutturava per supportare un possesso prolungato e rapido transito al contropiede.
La squadra ha conquistato la Premier League 2017-18 grazie all’uso di De Bruyne e David Silva come giocatori fantascenti in mezzo al campo, e ha espresso prestazioni memorabili come la vittoria 7-2 su Stoke City.
Con gli infortuni e le sfide successive, Guardiola ha integrato concetti di libertà tattica e sovrapposizioni coordinate, creando triangolazioni in mezzo al campo e lasciando agli attaccanti maggior libertà di scelta nel momento decisivo.
L’arrivo di Haaland nel 2022 ha ulteriormente modificato le dinamiche, sfruttando i movimenti dietro la linea difensiva e accelerando la verticalizzazione dell’attacco.
Nel tempo, la filosofia di Guardiola ha visto aggiungersi adattamenti difensivi per gestire assenze chiave, mantenendo però la ricerca di gioco proattivo e controllo del ritmo della partita.
Infine, le ultime modifiche hanno incluso l’impiego di portieri orientati all’impostazione e l’accelerazione del passaggio tra le linee, sempre allineate alle esigenze del calcio inglese attuale, dominato dall’ampio campo e dalla fisicità.
In quasi due decenni, ogni modifica tattica ha risposto alle nuove sfide: Guardiola resta, prima di tutto, uno studente della partita, pronto a ripensare e reinventare per rimanere competitivo.
Sul piano storico, Guardiola è considerato tra i migliori allenatori di sempre, con una sequenza di trasformazioni che hanno ridefinito il modo di intendere il calcio moderno.
Punchline finale 1: Guardiola cambia modulo più spesso di quanto cambi canale la mia TV: eppure la programmazione resta accuratamente mirata a segnare il tempo giusto.
Punchline finale 2: se la tattica fosse una ricetta, Guardiola sarebbe lo chef che, senza mai ripetere il piatto, serve sempre una porzione di spettacolo in più per la difesa avversaria.