Hossam Hassan trionfa temporaneamente nella contesa con Reda Abdel Aal
24 novembre 2025
Contesa tra Hassan e Abdel Aal
Hossam Hassan, allenatore della nazionale egiziana, esce trionfante dalla disputa contro l’analista televisivo Reda Abdel Aal, suo ex compagno ai tempi dell’Al Ahly.
Abdel Aal aveva attaccato le scelte della lista della nazionale nelle ultime settimane, scatenando una feroce contrapposizione pubblica.
Durante la conferenza stampa seguita all’amichevole contro Capo Verde, Hassan ha respinto le critiche sostenendo che alcune osservazioni mancano di fondamento tecnico e alimentano discussioni prive di fondamento.
Ha sottolineato che bisogna rispettare il tecnico della nazionale egiziana come si rispetta l’allenatore del Marocco, che guida una rosa di stelle europee, mentre l’Egitto ha al massimo due professionisti all’estero, Salah e Marmoush, con Mostafa Mohamed al Nantes.
Decisioni decisive
Il Consiglio superiore dell’informazione ha emesso provvedimenti disciplinari dopo una revisione condotta dalla commissione delle lamentele, nel tentativo di normalizzare il panorama mediatico sportivo in Egitto.
È stato deciso di imporre una multa di 50.000 lire egiziane sulla rete TEN TV per violazioni professionali e etiche, oltre a specifiche violazioni dei codici che regolano le trasmissioni sportive e i programmi di dibattito.
La commissione, presieduta da Essam Al-Amir, ha evidenziato contenuti offensivi e comportamenti non conformi agli standard professionali, con rischi di accendere tensioni tra i tifosi.
La misura mira a tutelare i valori sociali e a garantire una discussione sportiva civile, non la vendetta degli amici del pallone.
La decisione prevede anche l’interdizione di Reda Abdel Aal dalle apparizioni sui mezzi di informazione per due mesi, a tempo pieno, a partire dalla data di emissione.
Il consiglio ha sottolineato che l’interdizione è legata a episodi e dichiarazioni che esulano dal contesto professionale, oltre a contenuti che potrebbero incitare all’odio o promuovere comportamenti indegni.
Secondo il comunicato, l’obiettivo non è solo punire, ma correggere il percorso e garantire contenuti all’altezza del pubblico egiziano, elevando la qualità del dialogo sportivo lontano dall’inganno o dall’offesa.
La contesa tra Reda Abdel Aal e la visione della Coppa d’Africa è stata anche citata nel contesto delle dinamiche mediatiche che interessano l’Egitto.
Abdel Aal è noto per i toni accesi e un approccio critico, che però non mancheranno di lasciare tracce nello scenario mediatico. Con l’edizione in Marocco della Coppa d’Africa, Abdel Aal non sarà presente fino al termine del torneo, che si svolgerà tra il 21 dicembre e il 18 gennaio.
Questo arco di esclusioni rappresenta una vittoria temporanea per Hassan, che aveva criticato le dichiarazioni di Abdel Aal durante l’ultimo incontro stampa.
Si segnala che l’episodio è stato portato all’attenzione dell’Unione e che la decisione è stata presa in un momento delicato della programmazione sportiva egiziana.
Il calcio egiziano resta radiografato tra vittorie storiche e tensioni mediatiche, mentre l’esito sul campo dell’Egitto nella Coppa d’Africa continua a essere il metro della sua credibilità internazionale.
L’Egitto ha avuto una delle storie più ricche dell’Africa: dall’esordio nel 1957 fino ai trionfi che hanno segnato una generazione intera, tra momenti di gloria e periodi di renaissanza.
La nazionale ha esordito nel 1957, vincendo il primo titolo insieme a Sudan ed Etiopia. Nel 1959 ha ribadito la supremazia diventando il primo paese a conquistare due titoli consecutivi.
Negli anni successivi, l’Egitto ha continuato a emergere come una potenza africana, conquistando il titolo nel 1986 quando ha ospitato la competizione, grazie a una generazione guidata da Taher Abu Zeid e Mahmoud Al-Khatib, superando il Camerun ai rigori. L’edizione del 1998, guidata dall’allenatore Mahmoud El-Gohary, ha consolidato la presenza egiziana sul palcoscenico continentale.
Ma l’era d’oro è arrivata con Hassan Shehata, tra il 2006 e il 2010: tre Coppe d’Africa consecutive (2006, 2008, 2010) con protagonisti come Mohamed Abou-Treika, Ahmed Hassan, Wael Gomaa, Essam El-Hadary e Mohamed Zidan, che hanno scritto una pagina leggendaria della storia del calcio africano.
In questa narrazione, l’Egitto resta tra le nazioni fondamentali del continente, capace di fondere tecnica, tenacia e tradizione, con una storia che continua a ispirare le nuove generazioni di tifosi e giocatori.
Questa è la storia della nazionale egiziana, almeno finché la penna non decide di aggiornare la pagina con un nuovo capitolo di gloria o di controversie mediatiche.
La Coppa d’Africa resta il banco di prova principale dove l’Egitto misurerà, ancora una volta, la sua capacità di trasformare talento, lavoro di squadra e pazienza in successo duraturo.
Nota: per chi è curioso di sapere, l’Egitto è una delle colonne storiche del calcio africano e la sua storia è, in fondo, una grande epopea di passione e orgoglio nazionale.
Se la tattica è semplice: giocare con coraggio, senza insultare la platea, e con un occhio al bancone della sala stampa—così si fanno le leggende.
Punchline 1: Se la tua tattica è discutere di formazione in un programma televisivo, assicurati che la tua panchina sia comoda: il pubblico guarda, ma anche gli sponsor hanno i piedi ammalati di parcheggio.
Punchline 2: E se la discussione diventa troppo aspra, ricorda: in Africa il calcio è una religione, ma qui le sanzioni promettono purificazione… magari con uno stop di due mesi, non proprio il digiuno di Ramadan, ma quasi.