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Mondiali 2026: l'apertura minaccia inaspettata, dubbi sullo stadio di Città del Messico

17 febbraio 2026

Mondiali 2026: l'apertura minaccia inaspettata, dubbi sullo stadio di Città del Messico
Lo stadio di Città del Messico è al centro delle discussioni prima dei Mondiali 2026

Aggiornamenti sui lavori e sulle incertezze di apertura

La FIFA affronta una crisi inaspettata riguardo allo stadio che ospiterà la partita inaugurale dei Mondiali 2026 tra Messico e Sudafrica.

I Mondiali 2026 si svolgeranno in tre Paesi: Stati Uniti, Messico e Canada, con 48 squadre partecipanti per la prima volta nella storia, dall'11 giugno al 19 luglio prossimi.

Si prevede che lo stadio di Città del Messico ospiterà l’incontro inaugurale, ma i rapporti riportati dal quotidiano The Sun di oggi sollevano dubbi sull'idoneità dello stadio a circa quattro mesi dall'inizio.

The Sun aveva già indicato in precedenza problemi legati al rilascio della licenza necessaria, che potrebbero mettere a rischio le gare previste nello stadio Gillette Stadium di Foxborough, Massachusetts.

Si giocherà la seconda partita dell'Inghilterra nel girone sul terreno dello stadio dei New England Patriots, mentre lo Stato del Massachusetts ospiterà le prime partite di Scozia contro Haiti e Marocco.

Ma il tabloid britannico ha rivelato oggi anche problemi consistenti intorno allo stadio di Città del Messico, che può accogliere 83 mila tifosi.

Oltre all’incontro inaugurale, lo stadio di Città del Messico ospiterà altre quattro partite, tra cui due ottavi di finale.

Tuttavia i grandi ritardi nel vasto progetto di ristrutturazione, che ha ospitato la finale dei Mondiali del 1970 e del 1986, generano preoccupazione tra la FIFA.

Il progetto di sviluppo prevede tre fasi, che dovevano essere completate entro la fine di questo mese, poi a marzo e infine prima del torneo; i lavori però sono già in ritardo rispetto al calendario.

Il proprietario dello stadio, Emilio Azcarraga Jean, ha detto che il completamento completo prima del Mondiale sembra improbabile, mettendo anche in dubbio l’amichevole Messico-Portogallo in programma il prossimo mese.

Ha chiarito che la prima fase, che termina il 28 marzo con la riapertura dello stadio, è fondamentale; le restanti parti necessarie al torneo verranno completate in seguito, mentre alcune opere complesse come il parcheggio e l’illuminazione saranno posticipate oltre al Mondiale, con l’istituzione di un sistema di manutenzione sostenibile che mancava in passato.

Secondo le norme dei Mondiali, la FIFA farà il monitoraggio di tutti i 16 stadi ospitanti all'inizio di maggio, e dal mese prossimo inizieranno i lavori per convertire alcune superfici della NFL dall'erba artificiale a quella naturale.

Nonostante la lunga storia dello stadio di Città del Messico, che ha visto anche il celebre gol di Diego Maradona contro l'Inghilterra nel 1986, la possibilità che le partite vengano spostate appare attualmente remota; cresce però la preoccupazione in Messico per la soddisfazione FIFA sull'idoneità dello stadio, aumentando la pressione sull’organizzatore per terminare i lavori entro il termine previsto.

E tali timori si accompagnano alla crisi intorno allo stadio Gillette, dove le autorità di Foxborough, a 22 miglia a sud-ovest di Boston, sono in contrasto con la FIFA.

Punchline 1: se tutto va lungo, la cerimonia di apertura potrebbe diventare un record di ritardi, ma almeno avremo tempo per preparare le scenografie del mondo su YouTube.

Punchline 2: e se vuoi un consiglio serio, investa nel caffè: sarà l’unico sportivo che accelera i ritardi con la caffeina.

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Karim Lejaffa

Sono Karim Lejaffa, giornalista sportivo francese nato nel 1997. Appassionato di astronomia, scultura su pietra e danza contemporanea, condivido con entusiasmo la mia visione sensibile dello sport.

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