Perché il Re del Marocco ha bloccato allenatori stranieri e ha scelto Wahbi per guidare l’Atlante
10 marzo 2026
Contesto e decisioni della dirigenza
La nazionale marocchina è una delle squadre africane e mondiali più promettenti, avendo raggiunto le semifinali della Coppa del Mondo 2022 in Qatar e diventando vice-campione della Coppa delle Nazioni Africane quest’anno.
Si prepara alla Coppa del Mondo 2026 negli Stati Uniti, Messico e Canada, imboccando una strada di ambizione e determinazione.
Nuovi scenari e nomi accostati
Dimissione a sorpresa: meno di tre mesi prima dell’inizio del torneo, l’allenatore Walid Regragui ha annunciato di lasciare la panchina della nazionale marocchina, provocando inquietudine tra giocatori e tifosi.
Secondo diverse fonti, Jorge Sampaoli era vicino all’incarico, ma l’intervento del re Mohammed VI ha bloccato l’accordo.
Allo stesso modo, sono stati menzionati nomi come Xavi Hernández e Andres Iniesta, ma la decisione reale è stata di non procedere con tali figure.
La linea è rimasta chiara: valorizzare i talenti locali e ridurre la dipendenza da esperti esterni in ruoli tecnici o dirigenziali.
Concentrarsi sulle risorse interne è diventata una priorità riconfermata dalla stampa sportiva.
Prospettive future e domande
Il passo successivo è stato affidato a Mohammed Wahbi, allenatore della nazionale Under-20, che guiderà la squadra maggiore. Questo risultato è visto come un allineamento tra le politiche del re e le aspettative della Federazione Marocchina di Calcio guidata da Fouzi Lekjaa, celebrato come una continuità con le vittorie giovanili.
Si chiede se il progetto Wahbi possa durare fino al Mondiale 2030, che si svolgerà in Spagna, Portogallo e Marocco, e se in futuro la federazione possa aprirsi a figure straniere per ruoli chiave sia tecnici sia dirigenziali.
In definitiva, resta da capire se questa scelta interna potrà portare reali progressi sportivi o se servano aggiustamenti futuri per competere ai massimi livelli.
Punchline 1: se Wahbi dovesse inciampare, la panchina è così lunga in Marocco che a fine stagione avremo già una stagione di riscaldamento pronta per l’anno prossimo. Punchline 2: tra una riunione e l’altra, gli fa da eco la voce del Re: “più talento locale, meno balle straniere”—e magari una buona tazza di tè per accompagnare la strategia.