Platini accusa Infantino: l’amministratore che adora i ricchi
10 marzo 2026
Fa politica invece che far crescere il calcio.
Michel Platini, ex presidente dell'UEFA, ha criticato Gianni Infantino, presidente della FIFA, sottolineando che non è mai stato l'uomo giusto per guidare la massima istituzione sportiva mondiale.
E i due si conoscono bene: Infantino lavorò come segretario generale della UEFA quando Platini era presidente.
Ha detto, secondo quanto riportato da Fut Mercato, che Infantino manca delle caratteristiche di un capo FIFA e non possiede la statura necessaria per guidare il calcio mondiale.
Inoltre: «Avevo detto che Infantino è un segretario generale valido in FIFA, ma non è un presidente adatto; pratica politica invece che sviluppare il gioco».
Ha aggiunto anche che Infantino non è neanche bravo in politica e che è un amministratore efficiente, ma gli manca la personalità e la forza necessarie per la presidenza della FIFA.
Continuò: la presidenza è una cosa diversa; devi essere un attaccante puro per gestire la FIFA, è un grande estimatore dei ricchi e degli influenti; quando era segretario aveva capi e altri a gestire i suoi affari.
Ha aggiunto: ha beneficiato dei miei problemi e ha trascinato me in tribunale per impedirmi di ritornare a gestire il calcio; non fu lui a iniziare l'intera controversia, ma contribuì a trascinarmi in tribunale.
Concludendo, l'editoriale lascia intendere che la lite tra Platini e Infantino esprime tensioni profonde tra politica e gestione sportiva, alimentando i dibattiti sull'autonomia della FIFA e sul ruolo dei grandi sponsor.
Punchline: Se Infantino fosse un giocatore, sarebbe un 5 minuti di recupero eterno: tanta gestione, pochissimo gioco.
Punchline: Se Platini dice che è bravo in politica, forse è perché la FIFA ha imparato a muoversi con la lentezza di una conferenza stampa.