Quando l’arbitro chiama il palazzo: la crisi del calcio egiziano scuote lo sport
26 novembre 2025
Crisi nell’arbitraggio egiziano
Negli ultimi giorni è scoppiata una vivace controversia all’interno del mondo sportivo egiziano, dopo che l’arbitro internazionale Mahmoud Benna ha lanciato un appello urgente direttamente al presidente Abdel Fattah El‑Sisi, poco dopo l’annuncio della sua ritirata definitiva.
Nel comunicato di Benna emergono critiche nette al modo in cui è gestito l’attuale sistema arbitrale, tra una crescente dipendenza da esperti stranieri e l’esclusione di talenti egiziani, con accuse di spreco di denaro pubblico senza un reale beneficio tecnico.
Al contrario, la Federazione Egiziana di Calcio ha emanato una nota ufficiale in cui precisa di aver seguito la vicenda dall’inizio e di aver deferito le lamentele dei giudici Benna e Sami Hillahel alla Commissione principale degli arbitri, guidata dall’esperto internazionale Oscar Ruiz, per le necessarie verifiche.
Nel lungo testo dell’appello, Benna parla con tono colmo di tristezza ma con ferma intenzione di rivelare la “verità completa”, sostenendo che la via è stata chiusa e che nessuno all’interno del sistema arbitrale gli ha voluto dare ascolto.
Ricorda inoltre una citazione del presidente Sisi sulle valutazioni dei coach stranieri: “Perché portate all’estero istruttori per la nazionale se i risultati restano gli stessi?”, e sostiene che la situazione si ripete dentro l’arbitraggio odierno.
Secondo Benna, la pratica riguarda non solo una selezione di esperti, ma anche la percezione di corruzione: l’assunzione di stranieri per motivi economici e la marginalizzazione di giudici nostrani, che sarebbero invece competenti a livello internazionale.
Integrazione di esperienza e trasparenza sono al centro: Benna sottolinea che la situazione avrebbe potuto essere corretta se la presenza del capo della Commissione Arbitri fosse stata più costante in patria, invece che viaggi frequenti tra Cile, Qatar e Mondiali Under‑20.
Affermando che la FIFA ha offerto formazione tramite docenti stranieri, ma che in passato ha inviato un istruttore egiziano, Benna sostiene che i talenti locali sono capaci e affidabili, e che è opportuno valorizzarli nel contesto delle norme internazionali.
Nel discorso finale, Benna respinge l’idea di un interesse personale dietro il ritiro, sostenendo di parlare per salvare l’intera struttura di arbitraggio, per proteggere il denaro pubblico e il futuro dei giovani arbitri, auspicando un intervento del presidente.
Risposta della Federazione: l’indagine va avanti e la riforma prosegue
La Federazione Egiziana di Calcio ha confermato di aver seguito la vicenda, di aver deferito le lamentele all’organo competente e di aver chiesto chiarezza sui criteri di nomina degli arbitri internazionali, con l’obiettivo di garantire trasparenza e opportunità a una nuova generazione.
La Federazione ha spiegato che l’integrazione di esperti stranieri è stata richiesta in risposta ai reclami delle squadre partecipanti al campionato, ma che serve a elevare i livelli, non a sostituire i talenti locali. Inoltre, Oscar Ruiz opera in un piano di sviluppo che comprende aggiornamenti dei programmi di formazione, valutazione scientifica delle prestazioni e promozione di giovani elementi, per una riforma sostenibile a livello continentale.
In chiusura, l’ente ribadisce l’impegno a valutare tutte le lamentele in modo tecnico e senza partigianerie, nel rispetto delle norme internazionali.
La crisi resta aperta e l’esito delle prossime mosse sarà decisivo per il futuro dell’arbitraggio egiziano.
Punchline 1: come diceva un grande comico, l’arbitro è l’uomo che controlla il tempo… ma a lui non piace controllare i tempi delle trattative sul budget!
Punchline 2: se vuoi un arbitro che non accenda polemiche, compra una bussola: almeno ti indica sempre la strada giusta, anche quando il pallone devia!