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Quando l’odio online irrigidisce i campi: la saga razziale scuote Premier League e grandi club

21 febbraio 2026

Quando l’odio online irrigidisce i campi: la saga razziale scuote Premier League e grandi club
Burnley condanna l’odio online: la lotta contro il razzismo continua

La nuova ondata di polemiche razziali nel calcio europeo

La controversia tra Benfica e Real Madrid e le accuse di offese razziali rivolte a Vinícius Júnior hanno riacceso i riflettori sul razzismo nello sport e sul ruolo delle piattaforme social nelle dinamiche di gruppo dei fan.

Nel contesto della sfida di andata degli ottavi di finale di Champions League, un giocatore del Benfica, Gianluca Prestiani, è stato al centro di un acceso dibattito mediatico che ha alimentato ulteriori discussioni sull’inclusività nello sport.

Parallelamente, in Premier League, è emerso un nuovo episodio: dopo la partita tra Burnley e Chelsea terminata 1-1, Hannibal Mejbri ha denunciato insulti razziali provenienti dai social, che hanno acceso una nuova vetrina di attenzione globale sul tema.

Il Burnley ha reagito con una dichiarazione pubblica, condannando fermamente gli insulti e annunciando il ricorso a canali ufficiali per affrontare la violenza online.

Mejbri ha successivamente condiviso un messaggio sui social in cui esorta a insegnare ai giovani il rispetto e a non tollerare il razzismo, ricordando che siamo nel 2026 e che l’odio non ha posto nel calcio né nella società.

Il club ha specificato di aver contattato Meta, la casa di Instagram, per identificare l’autore, oltre a collaborare con la Premier League e la polizia per garantire una risposta adeguata e proporzionata all’accaduto.

La dichiarazione del Burnley si è chiusa con la promessa di sostegno a Mejbri, sottolineando che i tifosi hanno già mostrato il loro repudio verso ogni forma di discriminazione e che non ci sarà spazio per l’odio nel club.

La situazione è ulteriormente accompagnata da una serie di immagini e messaggi che evidenziano la ferma condanna del razzismo da parte delle parti interessate, con l’obiettivo di normalizzare comportamenti rispettosi tra atleti, staff e supporter.

Messaggio di Mejbri

Mejbri ha pubblicato una nota molto diretta su Instagram in risposta agli insulti: “Siamo nel 2026 e vediamo ancora gente così. Per favore, educate i vostri figli e voi stessi”.

La situazione rimane una cartina di tornasole della lotta contro il razzismo, con una comunità calcistica che chiede azioni concrete, trasparenza e una cultura di inclusione che duri ben oltre la fine della stagione.

Se il razzismo fosse un pallone, lo si calpesterebbe sul campo e non gli si permetterebbe mai di toccare la rete. Se invece la stupidità avesse una nazionale, sarebbe sulla lista dei convocati per la Coppa del Mondo solo per gli autogol diplomatici che sforna ogni volta che apre i commenti.

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Marco Limprevedibile

Sono Marco Limprevedibile, giornalista sportivo italiano nato nel 1994. Appassionato di pittura contemporanea, escursioni costiere e cafeologia, condivido con entusiasmo la mia visione sensibile dello sport.

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