Sotto i fischi in Marocco, Salah offre aiuto: l’Egitto punta alla rinascita dopo una Coppa difficile
18 gennaio 2026
Contesto e reazioni
Mostafa Abu Zahra, membro del consiglio della Federazione Egiziana di Calcio, ha espresso disappunto per le fischiate dei tifosi marocchini durante l’inno nazionale prima della sfida contro la Nigeria nella Coppa d’Africa 2025, disputata al Mohammed V Stadium di Casablanca.
Le fischiate sono avvenute mentre la folla reagiva alle notizie sull’organizzazione del torneo; un momento che ha acceso discussioni tra i responsabili della federazione e i tifosi presenti allo stadio.
Dichiarazioni e prospettive
L’Egitto è stato eliminato ai rigori, perdendo 2-4 dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari, chiudendo il torneo al quarto posto.
Abu Zahra ha aggiunto: “Ringrazio il Marocco per l’ospitalità, indipendentemente dalle fischiate durante l’inno.” Ha sottolineato che l’alloggio era buono e che gli uomini in campo sono adulti nel riconoscere la verità dei fatti.
Secondo la sua lettura, la sconfitta è stata determinata sul terreno di gioco e non va attribuita a decisioni arbitrali o circostanze esterne. In precedenza erano emerse anche lamentele relative all’alloggio espresse da Hosam Hassan e Ibrahim Hassan, responsabili tecnici e dirigenziali della nazionale.
Il ruolo di Mohamed Salah
In un contesto utile a future strategie, Mohamed Salah, capitano della selezione, ha detto di essere disponibile ad aiutare la federazione in diversi dossier chiave, tra cui la gestione dei giocatori con doppia cittadinanza e il reclutamento di talenti per la nazionale.
Abu Zahra ha riferito che Salah ha promesso cooperazione qualora la federazione lo richieda per convincere determinati giocatori a unirsi all’Egitto. Ha ricordato una discussione avuta con Salah dopo la sfida contro la Nigeria, durante la quale l’attaccante ha ribadito la disponibilità a contribuire in più ambiti.
Ha anche raccontato che, se l’Egitto fosse riuscito a vincere contro la Nigeria, il soggiorno in Marocco sarebbe stato lungo per ricevere le medaglie, con Salah che si è definito l’ultimo a lasciare il campo in quel contesto. Infine, Abu Zahra ha citato Salah affermando che questo è stato uno dei migliori campi dell’intera carriera del capitano, e che la squadra ha tratto incoraggianti segnali per il futuro.
In chiusura, il discorso di Salah su una possibile collaborazione e le parole di Abu Zahra hanno alimentato la speranza di un percorso rinnovato per l’Egitto, con l’idea di rafforzare la nazionale anche grazie a giocatori naturalizzati e a nuove collaborazioni interne.
Nota finale: tra fischi, rigori e promesse, la strada resta lunga ma non priva di ironia. Punchline in stile sniper: se Salah trasforma i dossier in vittorie, noi trasformiamo i pronostici in meme; è già una vittoria morale. Seconda punchline: se la Coppa non arriva, almeno ci resta la soddisfazione di aver imparato a fare battute più affilate dei tiri in porta.”