Situazione in bilico per l’allenatore della Juventus
Un quotidiano italiano riporta che il futuro dell’allenatore Igor Todor, tecnico della Juventus, sarà deciso nelle due gare successive. Todor è sotto pressione: nessuna vittoria nelle ultime quattro partite di campionato e la sconfitta contro il Como, 0-2, allontana la squadra dalla vetta.
La doppietta del Como è stata firmata da Mark Oliver Kempf al 4’ e da Niko Baz al 79’. La Juventus affronterà il Real Madrid mercoledì al Santiago Bernabéu, nella terza giornata della fase a gironi di Champions League, poi ospiterà la Lazio all’Olimpico domenica.
Secondo La Gazzetta dello Sport, le prossime due sfide saranno decisive per il futuro di Todor a Torino; se uscirà sconfitto in entrambe, soprattutto contro la Lazio, l’allenatore potrebbe essere esonerato.
Prospettive future e bilanci in casa Juventus
La Gazzetta cita anche i possibili sostituti: Roberto Mancini, Luciano Spalletti, Rafael Palladino e Tiago Motta, che era già stato esonerato a marzo.
Todor, di 47 anni, è legato a Juventus fino al 2027. Il rendimento stagionale resta altalenante: dopo l’avvio convincente contro Parma (2-0) e una vittoria sofferta a Genova (1-0), la Juventus ha ottenuto una vittoria clamorosa contro l’Inter (4-3) nel derby d’Italia, ma poi ha incassato una serie di pareggi e sconfitte che l’hanno portata al settimo posto con 12 punti, a 3 punti dalla vetta.
Per quanto riguarda l’indagine finanziaria, la Juventus verrà nuovamente esaminata dall’UEFA per possibili violazioni del fair play: in documentazione pubblicata, l’ente ha aperto un procedimento per possibili abusi tra il 2022-2025. La società ha dichiarato di aver rispettato i limiti di reddito e spesa e di prevedere di rispettarli anche nel 2025.
In chiusura, la Juventus ha chiuso il 2024-2025 con una perdita di 58,1 milioni di euro, migliorando rispetto ai 199,2 milioni dell’esercizio precedente. Attualmente è quinta in campionato con 12 punti, a 3 lunghezze dalla vetta, in attesa della sfida contro Como alla settima giornata.
Se Todor perde ancora, la panchina potrebbe trasformarsi in una sala conferenze permanente: almeno lì non serve correre dietro al pallone. E se la tattica è troppo astratta, ricordate: in casa Juventus l’arte di gestire le crisi è quasi sport nazionale.