Verstappen sfida McLaren al Messico: una strategia a prova di altitudine e asfalto rovente
23 ottobre 2025
Analisi della corsa al titolo
Il pilota olandese della Red Bull, Max Verstappen, rientra in corsa per il titolo mondiale dopo aver dominato le gare fin dall'inizio di settembre, sperando di proseguire la sua striscia di vittorie e di avvicinarsi agli avversari di McLaren nel Gran Premio del Messico di Formula 1.
“Mad Max”, detentore del titolo negli ultimi quattro anni e vincitore delle ultime tre gare (Italia, Azerbaijan e Stati Uniti), continua a raccogliere punti e a oscillare tra l’avvicinamento a Oscar Piastri, leader della classifica, e a Lando Norris, secondo, nonostante McLaren fosse lontana dalla competizione solo poche settimane fa.
Ma dopo un altro weekend da sogno negli Stati Uniti all’Autodromo di Austin, Verstappen ha chiuso con un bottino pieno (33 punti) e ha ridotto il divario a 40 punti dall’australiano Piastri e a 26 dal britannico Norris, rilanciando la corsa al titolo.
Verstappen aveva un deficit di 104 punti sui piloti McLaren circa due mesi fa, segnando un recupero impressionante in una fase chiave della stagione.
Il 28enne ha ammesso per la prima volta dopo la pausa americana di avere ancora chances di vincere il titolo, affermando: “Certo, ho ancora una possibilità. Il distacco è minimo, quindi dobbiamo mantenere prestazioni impeccabili senza errori fino alla fine della stagione. Sono molto entusiasta di tornare a questa battaglia”.
Stella nascente o tattica in ombra?
Sfruttare il momento di flessione di McLaren appare come una chiave tattica ideale per Verstappen, che punta a prolungare la sua serie di successi nell’Autodromo Hermanos Rodríguez, una pista dove ha trionfato spesso in passato (cinque vittorie tra il 2017 e il 2023). In Messico è stato registrato anche il massimo numero di affermazioni nei 9 partecipanti al circuito, a confronto con le sue 5 vittorie in 13 Gran Premi al Red Bull Ring.
Il momento è ideale per il detentore del titolo, che sogna di sfruttare eventuali cali di forma di McLaren per continuare una rimonta che sta diventando quasi una tradizione per lui.
Le squadre arancioni cercheranno di contenere la pressione sull’altitudine del circuito, situato oltre i 2100 metri sul livello del mare, un fattore che incide sulle prestazioni delle monoposto e sull’efficienza dei propulsori.
A Oscar Piastri, che torna a correre con la vittoria dell’ultima volta in Olanda (il 31 agosto), va riconosciuta fiducia: “Affrontare una seconda consecutiva offre una grande opportunità di recuperare e migliorare le nostre prestazioni. Sono convinto che il weekend sarà fruttuoso. Sono fiducioso e concentrato per dare il massimo”.
Dopo un inizio di stagione in cui aveva conquistato il podio in Australia, i tre ultimi risultati di Piastri sono stati un ritiro e due posizioni ai margini della zona punti: quarta e quinta prova a confermare una fase altalenante.
Dallo stesso lato, Lando Norris ha raddrizzato la rotta dopo un ritorno da un weekend olandese costato 18 punti a causa di un ritiro, imponendosi sugli avversari negli ultimi quattro appuntamenti e riducendo il distacco a 14 punti (346 a 332). Nonostante la pressione, Norris punta a primeggiare su Piastri nel caldo messicano.
“Dopo il secondo posto ad Austin voglio costruire su quel risultato e conquistare più punti in questo weekend. Sono entusiasta di guidare su questo circuito impegnativo e di sentire la passione dei tifosi”.
La lotta per il secondo posto tra i costruttori
Se da un lato il dominio di Verstappen e McLaren continuerà a catturare l’attenzione, Mercedes, Ferrari e Red Bull si contendono la seconda posizione nel campionato costruttori, con McLaren in testa al momento e gli avvertimenti dei contendenti che non mancano.
Mercedes è al secondo posto con 341 punti, seguita da Ferrari e Red Bull a breve distanza. L’anno scorso Ferrari si impose a Città del Messico grazie a una prestazione eccezionale di Carlos Sainz, mentre l’ascesa di Charles Leclerc al podio a Austin ha rinforzato la fiducia del team.
Fredo Vasseur, direttore della Ferrari, ha detto: “Abbiamo vissuto una delle settimane di gara più intense di questa stagione in Austin. È fondamentale rimanere concentrati e determinati. Il segreto sta nel trovare l’assetto giusto, tenendo conto dell’altitudine che influisce sull’aerodinamica e sulla gestione degli pneumatici”.
Lewis Hamilton, sette volte campione, non è salito sul podio in 19 gran premi consecutivi, mentre Leclerc ha trovato già spazio sul podio in 6 occasioni stagionali. Vasseur ha elogiato Hamilton per la sua forma ad Austin, dove ha chiuso quarto: a 40 anni sta tornando al meglio e mira a una terza vittoria in Messico, dopo quelle del 2016 e 2019.
Un occhio sarà puntato anche sul giovane francese Ishaq Hajjar (Racing Bulls), che ha passato un weekend difficile in America, inclusa una possibile collisione in prova. Red Bull potrebbe decidere il compagno di Verstappen nel 2026 sul suolo messicano, con Hajjar che guadagna consensi: resta aperta anche la situazione di Yuki Tsunoda, che ha mostrato buon ritmo ad Austin.
Prospettive e chiave tattiche
La combinazione di un drappo di strategia e l’altitudine di Città del Messico renderà la gara particolarmente tattica, con la gestione degli pneumatici e la calibrazione dell’auto che potrebbero fare la differenza tra podio e battuta d’arresto.
In questa situazione, Verstappen sembra avere il pallino in mano: la sua capacità di capitalizzare su eventuali passi falsi di McLaren sarà determinante per chiudere l’anno con una prodezza. Norris e Piastri hanno le carte per rispondere, ma dovranno mantenere costanza e precisione in una pista che premia la disciplina più di quanto premi i guizzi individuali.
Punchlines leggere per chiudere: qui la strategia è delicata, ma la battaglia resta aperta come una limonata in mezzo al deserto. E se l’altitudine confonde i motori, buon ascolto per i meccanici: da soli non vincono gare, ma senza di loro né la freccia né il turbo hanno senso. Chi la spunta? Il dubbio resta, e la pista lo confermerà a gran voce.
Se non bastasse, due frecce all’occhiello per chiudere: la rivalità tra Verstappen e Norris è più saporita di una rosellina in primavera, e l’ottava meraviglia della griglia è che l’ultima parola potrebbe ancora arrivare da una sbandata di un cavallo di corsa; ovvero, l’auto giusta al momento giusto. Attenti, perché la matematica non sforna solo numeri, ma anche una dose di humor sulle curve: curva 1, curva 2, curva 3 e… punchline al finish: la pista è lunga, ma la pazienza di chi guida lo è ancora di più.