Brasile travolge la Corea del Sud a Seoul: Estêvão illumina la nuova era della Seleção
10 ottobre 2025
Dominio verdeoro a Seoul
Nell’amichevole internazionale giocata sotto una pioggia battente allo Stadio Internazionale di Seoul, il Brasile ha preso in mano le redini dell’incontro fin dal calcio d’inizio, offrendo ritmo, profondità e una varietà offensiva che promette bene per il futuro.
Lo juventino Estêvão, 18 anni, ha aperto le marcature e poi raddoppiato, guidando una Seleção capace di imporsi con autorità. Accanto a lui, Vinícius Júnior e Rodrygo hanno orchestrato la manovra, mentre Matheus Cunha e Bruno Guimarães hanno dato dinamismo e lente di ingrandimento al pressing alto di Carlo Ancelotti.
La prima rete arriva dopo un assist preciso di Bruno Guimarães dentro l’area: Estêvão tocca e deposita in rete guidando la reazione di una squadra che ha capitalizzato ogni occasione concessa dalla retroguardia coreana.
Nel primo tempo, Rodrigo prende quota con una grande giocata personale: dribbla due avversari e mette la palla nell’angolo lontano, fissando il punteggio sul 2-0 al 41’. La risposta della Corea del Sud arriva forse timida, ma Son Heung-min resta una bandiera e prova a guidare i suoi con attenzione e coraggio.
La seconda frazione e la costruzione di un progetto
Nel secondo tempo la squadra ospite non ha diminuito l’intensità: Stevão firma la tripletta in apertura di frazione, con una conclusione di sinistro dentro l’area che travolge il portiere avversario. Rodrygo chiude il “festival” al 49’ con una giocata di classe, completando l’accoppiata di giovani tra i fuoriclasse cresciuti in Europa.
Vinícius chiude i conti al 77’ con una conclusione di prima intenzione dopo assist filtrante di André, facendo lievitare il bottino ufficiale a 5 reti e dimostrando una propensione al gioco di squadra che mancava in passato. Il discorso tattico di Ancelotti emerge chiaro: bilanciare l’estro offensivo con una disciplina difensiva che permetta continuità, soprattutto in un contesto asiatico ricco di pressione e attese.
Il ct italiano, arrivato al timone del “Samba” quasi in punta di piedi per questioni di cronaca, ha trovato subito terreno fertile per la sua idea di rivoluzione: puntare su giovani di qualità, senza rinunciare a una spina dorsale esperta. Tra i protagonisti emergenti spiccano Estêvão e Rodrygo, affiancati da Vinícius e Bruno Guimarães, con Casemiro che funge da timone in mediana.
Durante la gara sono stati valorizzati anche elementi della nuova generazione, con la promessa di un impatto immediato nei prossimi mesi. Ancelotti ha insistito sull’equilibrio tra bel gioco e compattezza difensiva, una combinazione che potrebbe fare la differenza nelle competizioni grandi in futuro.
La Corea del Sud resta una squadra combattiva, capace di prolungare la sofferenza ai propri rivali, ma la serata è chiaramente a tinte verdeoro: la Seleção ha dimostrato di avere un gruppo in crescita, capace di giocare in modo ordinato e creativo allo stesso tempo. Il 5-0 non è solo un punteggio, è un messaggio: stanno arrivando giovani che possono cambiare la faccia di questa nazionale nei prossimi anni.
Ancelotti ha parlato della necessità di unire talento locale e stelle internazionali, con una visione che va oltre la singola partita. “Il Brasile può essere tra i migliori al mondo, ma va gestito come una squadra: talento raccolto in un progetto”, ha dichiarato in conferenza stampa, sottolineando l’obiettivo di tornare a guidare i tornei più prestigiosi con un’impronta riconoscibile.
Il nuovo volto della Seleção
Gli addetti ai lavori vedono in Estêvão una delle chiavi della rinascita: la sua doppietta dimostra che magia tecnica e velocità possono convivere con una certa maturità tattica. Insieme a lui, i talenti come Vinícius, Rodrygo e Bruno Guimarães sembrano pronti a portare profondità, qualità di palleggio e dinamismo in fase offensiva.
In conclusione, la partita ha offerto una fotografia di ciò che potrebbe essere il Brasile nei prossimi mesi: un mix di vivacità giovanile, consolidamento difensivo e una mentalità di squadra che potrebbe restituire al paese un ruolo da protagonista nel panorama mondiale. L’obiettivo resta chiaro: Mondiale 2026, casa Nord America, con una formazione che confronta continuità e innovazione.
Conclusione ironica: se pensavate che il Brasile fosse solo samba, questa sera hanno dimostrato che hanno anche una grande sinfonia di gol. E se qualcuno vi dice che una squadra non può cambiare tanto in poco tempo, ricordate: anche una Samba può diventare una squadra di laboratori, soprattutto quando i giovani sanno come suonare la batteria del tiki-taka.
Punchline 1: Se Ancelotti stappa una bottiglia di successo ogni volta che cambia modulo, la prossima volta serva una cassa di champagne per la galassia di talenti che sta arrivando. Punchline 2: Il vero mistero non è dove va la palla, ma dove va il talento quando arriva la pensione: sembra che ogni nuovo 18enne brasiliano sia già in anticipo di due stagioni sul tuo calendario.