Bruno Fernandes: Ronaldo ha sbagliato, ma la squadra non è perduta — analisi di una espulsione storica
15 novembre 2025
Contesto e dichiarazioni di squadra
Bruno Fernandes, centrocampista del Manchester United e della nazionale portoghese, ha commentato l’espulsione di Cristiano Ronaldo durante la partita contro l’Irlanda, in chiave di avvicinamento alla gara decisiva contro l’Armenia nelle qualificazioni europee al Mondiale 2026. Fernandes ha evidenziato quanto l’episodio abbia ostacolato le strategie della squadra e la necessità di rimanere concentrati sui prossimi incontri.
La sfida irlandese si è conclusa con una sconfitta del Portogallo per 0-2, un risultato che ha complicato i piani per la qualificazione diretta, ma che non ha scalfito la leadership del Portogallo nel girone. Fernandes ha parlato in conferenza stampa al termine dell’allenamento di preparazione alla partita di domenica, offrendo una lettura lucida dell’accaduto e delle ripercussioni per la squadra.
Analisi dell’espulsione e contesto disciplinare
Secondo Fernandes, l’espulsione di Ronaldo ha avuto un peso significativo sullo sviluppo della gara: “L’espulsione ci è costata molto… è qualcosa che sai di non voler fare, ma è accaduto.” Il capitano portoghese ha ricevuto un cartellino rosso diretto al minuto 59, dopo un contatto con il difensore irlandese Dara O’Shea su una situazione di gioco, inizialmente sanzionata con un calcio di punizione che è poi stato rettificato dal VAR. Ronaldo è rientrato nello spogliatoio, lasciando la squadra in carenza offensiva in una fase cruciale della partita.
Fernandes ha aggiunto che Ronaldo sa di aver commesso un errore e che purtroppo non potrà guidare la squadra nella gara contro l’Armenia. L’analisi del centrocampista si è soffermata sul fatto che la squadra ha trovato difficoltà a trovare realizzazioni nonostante le occasioni create, riconoscendo la necessità di maggiore rapidità e precisione offensiva nelle partite future. Fernandes ha infine ricordato che, nonostante l’esito, l’obiettivo resta chiaro: conquistare la qualificazione al Mondiale mediante le prossime sfide.
Il Portogallo guida attualmente la classifica del girone con 10 punti, seguito dall’Ungheria a 8, dall’Irlanda a 7 e dall’Armenia a 3. Ronaldo, prima di questa serata, vantava una disciplina invidiabile nelle sue oltre 200 presenze internazionali, con sole 32 ammonizioni e nessun cartellino rosso sinora in campo azzurro, un record che ha aggiunto ulteriore peso all’episodio recente.
Un percorso disciplinare sorprendente
La bilancia tra talento e comportamento in campo è da sempre una delle chiavi della sua longevità. Cristiano Ronaldo, nonostante le fasi di pressione e le pressioni mediatiche, ha mantenuto una notesvole stabilità difensiva e tattica durante la sua lunga carriera con la nazionale portoghese. L’episodio contro l’Irlanda rappresenta una rara deviazione in una traiettoria altrimenti molto disciplinata, che ha contribuito a consolidare il patrimonio di records di Ronaldo non solo in termini di reti, ma anche di professionalità.
Per il Portogallo, la sfida resta quella di mantenere l’equilibrio tra la fame di successo e la gestione responsabile dei cartellini, preservando la competitività della squadra nel cammino verso la fase finale del Mondiale 2026. Il gruppo resta molto ambizioso: la corsa al primo posto potrebbe essere segnata da decisioni tattiche che ottimizzino la profondità della rosa e la conversione delle occasioni.
Apprezzabile è la descrizione di Ronaldo come figura capace di guidare la squadra con il carisma e la classe che lo contraddistinguono; resta da vedere come reagirà la formazione in vista delle prossime partite, nei quali l’efficacia offensiva dovrà compensare l’assenza del leader in campo. La continuità della qualificazione dipenderà dal carattere collettivo della squadra e dalla capacità di trasformare le opportunità in punti.
Punchline 1: Ronaldo è un missile: potente, iconico, ma talvolta ha la mira off-target — e il pallone se ne accorge prima di noi. Punchline 2: Se i cartellini avessero GPS, Ronaldo non avrebbe mai trovato la via del rosso; purtroppo nel calcio contano anche gli impulsi, non solo i numeri."