Prima della sfida contro il Mali: fiducia ritrovata e zero superstizioni africane
17 novembre 2025
Anteprima della sfida contro il Mali
Il ct Nabil Bahaa, allenatore della nazionale marocchina Under 17, ha espresso un forte sollievo in vista della sfida di martedì contro il Mali nei quarti di finale del Mondiale in Qatar, dopo aver superato gli Stati Uniti ai rigori in una sfida che ha visto il pareggio all’ultimo respiro.
Bahaa ha osservato che i ragazzi hanno superato la pressione delle loro prime uscite contro Giappone e Portogallo, e ha sottolineato come la fiducia sia tornata dopo la vittoria storica contro Kalidonia, 16-0, la più ampia vittoria registrata in competizioni FIFA.
Secondo Koora, il Marocco resta l’unico rappresentante del Nord Africa nel torneo, e la preparazione per l’incontro con il Mali prosegue con grande attenzione ai dettagli tattici e fisici.
Bahaa ha anche descritto come ha motivato i giocatori, ricordando i precedenti incontri tra i due Paesi, tra finale di Coppa d’Africa Under 17 e confronti in Mondiale 2023 in Indonesia, dove il Mali aveva avuto la meglio in una fase avanzata.
Libro aperto
Le due nazioni si conoscono bene: nel 2024 avevano disputato partite decisive e, nonostante l’esito possa sembrare incerto, la squadra marocchina ha dimostrato di saper ribaltare situazioni grazie alla tenacia e a una preparazione accurata.
Bahaa ha parlato delle difficoltà tattiche della sfida contro Mali, sottolineando l’importanza di non sottovalutare l’avversario ma di restare fedeli al proprio piano di gioco. L’obiettivo è proseguire il cammino senza distrazioni e con la massima concentrazione.
Maledizione?
Prima di questa partita, le storie di “maledizioni africane” sono emerse soprattutto quando le nazionali giovanili hanno incontrato rivali africani nelle fasi decisive. Bahaa però ribadisce: “Non esiste maledizione. Esistono partite da vincere concentrandosi e senza fiducia eccessiva. Ogni squadra conosce l’altra: qui siamo di fronte a un libro aperto.”
Ha aggiunto: “Abbiamo studiato il Mali, sanno dei nostri progressi, vogliono vendicare la finale di CAN. Ciò che conta è concentrarsi sulla nostra situazione, non sulla forza dell’avversario.”
Esecuzione della promessa
Prima della partenza, Fouzi Lekjaa, presidente della Federazione Marocchina, ha incontrato i giocatori, definendo questa generazione come la migliore nella storia del calcio marocchino e invitandoli a tornare a casa con la Coppa.
Bahaa ha raccontato come ha motivato i ragazzi: “Hanno recepito il messaggio: restare in Qatar significa godersi la sfida e proseguire la conquista, tornare in patria ora significherebbe tornare al tran-tran; dobbiamo continuare la nostra corsa e credere.”
Gli aggiornamenti medici hanno riportato il recupero di Abdullah Wazan dall’infortunio, pronto per la partita, e Bahaa punta sull’apporto di Daoudi e degli altri goleador per spingere la squadra oltre l’ostacolo.
Punchlines: Se la maledizione africana esistesse, sarebbe una storiella lampo apri-partita: si spegne al primo tempo. E se qualcuno te lo dice, rispondi: noi preferiamo giocare dieci contro dieci con un fulmine di coordinazione dentro il nostro rombo di centrocampo!